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"VOCI DAL SILENZIO": NOI RAGAZZE TUTTE A SCUOLA, NON PIÙ SPOSE BAMBINE

"Voci dal silenzio" è uno dei progetti a cui tengo di più, contro la violenza sulle donne. Studiarlo e realizzarlo non è stato facile, ci sono voluti 11 mesi, ma ne è assolutamente valsa la pena.


L'abbiamo ideato a inizio 2016 con la mia associazione di volontariato, Karibu Costigliole OdV, al ritorno dell'allora presidentessa dal viaggio in Mozambico. Durante la nostra attività di aiuto ai bambini dell’orfanotrofio di Mepanhira, nel Niassa, siamo venuti a contatto con la realtà mozambicana, in cui la figura della donna, purtroppo, è ancora in ombra rispetto a quella dell’uomo. In particolare, ci ha colpito una storia, che volevamo assolutamente raccontare, per portare un esempio concreto sul triste destino delle bambine e delle ragazze in quell’angolo di Africa (ma non solo).


Ancora non sapevo che, da lì a un anno e mezzo, nell'estate 2017, avrei incontrato lei, Olivia, venduta come sposa bambina, e lo zio, nella sua piantagione di tabacco, davanti a un tramonto indimenticabile. E avremmo discusso su quanto l'istruzione fosse importante sia per lei che per Aida, la sorella, conosciuta anche lei mentre faceva la chierichetta. Lei, che due anni dopo, nel 2019, non avrei più rivisto, perché morta di parto per aver dato alla luce il figlio di quello stesso prete che aveva servito con tanta devozione. E Olivia lì, con in braccio il nipotino che non smetteva di piangere, sorridente, felice di rivederci e di farsi una foto con noi, durante un altro di quei tramonti da sogno.


VOCI DAL SILENZIO: L'OBIETTIVO DEL PROGETTO


Così è nato "Voci dal silenzio", un progetto che abbiamo presentato al Centro di Servizi di Volontariato di Saluzzo, e che abbiamo vinto, ottenendo la quasi totale copertura dei costi. La procedura di presentazione è stata molto complessa: presentazione, cronoprogramma delle attività a cadenza mensile da gennaio (inizio del progetto) a dicembre (conclusione e rendicontazione), partner e soggetti coinvolti, location, target, numero di spettatori, budget e preventivi per tutte le spese. Costanza - l'allora presidentessa - ed io l'abbiamo riscritto così tante volte, perché volevamo che fosse perfetto per essere ammesso nella graduatoria. Lo dovevamo a Olivia, e a tutte le Olivie del mondo.


La mancanza di istruzione in Africa, ed in particolare nelle zone del nord, in Mozambico, in cui l'ex presidentessa dell'associazione, Costanza Colombero, si reca ogni anno, a proprie spese, per comprare beni di prima necessità e materiale scolastico, mette in luce la condizione in cui la donna è costretta a vivere: raccoglie la legna per cucinare all’aperto la xima (una specie di polenta bianca), attinge l’acqua dal pozzo situato, a volte, a 10- 20 km dal centro del villaggio, prepara la farina di mais pestando i chicchi nel pilão (un rudimentale mortaio ricavato da un tronco d’albero scavato) con la sola forza delle braccia, accudisce la casa, bada ai figli. Non ha diritto di parola, non conta nulla, non può prendere decisioni, non può ribellarsi. Forse, l'unica cosa che le è concessa, è sognare.


Quale partner migliore se non le scuole locali della provincia di Cuneo (l'associazione ha sede a Costigliole Saluzzo)? L'obiettivo era di sensibilizzare, raccontare la realtà africana con cui lavoriamo e promuovere la campagna contro la violenza sulle donne, attraverso un excursus di 4 step, della durata complessiva di 11 mesi.




VOCI DAL SILENZIO: STEP #1 - TIROCINIO DI TRADUZIONE E SOTTOTITOLAGGO CINEMATOGRAFICO


Per affrontare in modo delicato, stimolante ed educativo i ragazzi, abbiamo scelto di focalizzarci su una delle molteplici sfumature della parola "violenza", quella legata alla mancanza di istruzione per le ragazze, in quanto tali.


Da gennaio a maggio 2016 abbiamo coinvolto le classi terze del linguistico dell'Istituto Soleri-Bertoni di Saluzzo - il liceo che ho frequentato io - , proponendo loro un tirocinio multimediale riguardante la traduzione e il sottotitolaggio della campagna “#62MillionGirls” della First Lady americana Michelle Obama contro l’analfabetismo femminile nel mondo. Una campagna internazionale molto importante, per la quale ho per cui ottenuto il mandato di Ambasciatrice Italiana nell'ambito di Girl Rising.


Nell'estratto di video che ho scelto come studio del corso, oltre al messaggio introduttivo degli Obama, ci sono alcune storie di bambine che chiedono disperatamente di poter realizzare il loro sogno: studiare. Una di queste vorrebbe frequentare la scuola superiore "Eduardo Mondlane" di Gurue, una delle tre missioni che Karibu Costigliole aiuta.


La parte più difficile per me è stata scrivere un mini progetto sul corso, che doveva essere molto dettagliato, con l'intero programma, i materiali e i software che sarebbero stati usati. I moduli, da due ore ciascuno, prevedevano una parte teorica sulle tecniche di traduzione, con focus su quelle cine-televisive - argomento della mia tesi di laurea triennale in anglo-americano - e una parte pratica, in cui i ragazzi avrebbero imparato ad usare un programma per inserire i sottotitoli all'interno di un video. Quelle due ore volavano ogni volta, ma c'è da dire che i ragazzi sono stati più che disponibili a fermarsi quasi sempre mezz'ora in più ad ascoltare una logorroica come me parlare di un tema così importante e attuale come il diritto all'istruzione per le donne.


Al termine del corso, ho poi fatto compilare un questionario, per valutarne l'indice di apprezzamento, e ho rilasciato un attestato che aveva valenza per il conteggio dei crediti scolastici.



VOCI DAL SILENZIO: STEP #2 - CONCORSO LETTERARIO


Il secondo step è stato indire un concorso letterario dal titolo “Voci dal silenzio”, per sensibilizzare al problema della violenza sulle donne. Violenza che abbiamo voluto intendere a 360° e non solo nel suo concetto più “scontato”, legato alla sfera sessuale. Mancanza di istruzione, di dignità, di libertà, di sentirsi essere umano a tutti gli effetti, di poter essere padrona della propria vita. Senza più controllo di sé, ci si riduce a un niente, e si perde anche la propria identità.


Lasciando carta bianca all’ispirazione, alla riflessione e alla creatività dei partecipanti, abbiamo chiesto di indicare il nome della protagonista del racconto e/o poesia, per dare un’entità, una voce e una storia a queste vittime. Il risultato dell'iniziativa letteraria è stato una partecipazione molto sentita: ci sono pervenuti più di 160 racconti che affrontano le diverse sfaccettature di quello che continua ad essere, nel 2016, un problema purtroppo ancora molto attuale. Le riflessioni, le storie raccontate per “sentito dire”, le situazioni immaginarie e i monologhi dimostrano un’istruzione solida alle spalle, che purtroppo manca alle ragazze mozambicane, in quanto donne. Il loro destino sembra essere racchiuso tra le mura domestiche o intrappolato nei campi, perché “a quello servono le donne”.


Per ogni protagonista della storia abbiamo realizzato una boneca moçambicana, una bambola di pezza nera vestita con stoffa acquistata in Mozambico tipica delle capulane delle donne africane. La nostra associazione infatti è conosciuti sul territorio per la vendita delle bonecas solidali, in quanto con il ricavato di ogni vendita compriamo un sacco di riso per sfamare un bambino per un anno e dei libri di testo per la scuola “Eduardo Mondlane”.



Il risultato della nostra iniziativa letteraria è stato una partecipazione molto sentita al concorso, per il quale ci sono pervenuti più di 160 racconti che affrontano le diverse sfaccettature di quello che continua ad essere, nel 2016, un problema purtroppo ancora molto attuale. Le riflessioni, le storie raccontate per “sentito dire”, le situazioni immaginarie ed i monologhi dimostrano un’istruzione solida alle spalle, che purtroppo manca alle ragazze mozambicane, in quanto donne. Il loro destino sembra essere racchiuso tra le mura domestiche o intrappolato nei campi, perché “a quello servono le donne”.


Tutti gli elaborati [CONSULTA LA LISTA COMPLETA] sono stati raccolti nell'antologia "Voci dal silenzio", che abbiamo distribuito gratuitamente durante la serata conclusiva, raccontata allo step 4.


VOCI DAL SILENZIO: STEP #3 - LE BONECAS IN CAMMINO

Non appena terminato di preparare le bambole, abbiamo dato il via al loro "pellegrinaggio", coinvolgendo i negozi di Saluzzo, che ci hanno dimostrato subito tutto il loro appoggio. Nelle vetrine della città, così come all'interno degli esercizi, si potevano trovare le bambole con i nomi delle protagoniste delle storie, e per rendere l'iniziativa ancora più interessante, visto che siamo nell'era 2.0, abbiamo deciso di organizzare una caccia al selfie, che ha visto premiata la foto che ha ottenuto più "mi piace" su Facebook e il negozio in cui sono stati fatti più scatti.



VOCI DAL SILENZIO: STEP #4 - SERATA CONCLUSIVA


A conclusione del progetto "Voci dal silenzio", abbiamo deciso di organizzare, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, una serata inserita omonima, patrocinata da Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Provincia di Cuneo.


Quel martedì 22 novembre 2016, con ingresso libero, ha visto il tutto esaurito del Cinema Teatro Magda Olivero di Saluzzo, e non mi era mai successo di condurre tre ore con un pubblico così gremito - circa 500 persone -, ma soprattutto attento.


Abbiamo affrontato il tema della violenza attraverso 3 diversi canali:

  • il mini documentario tradotto e sottotitolato dal liceo;

  • il cortometraggio "Nastri Rossi", a cura della Compagnia Artisti e Autori di Torino. Patrocinato da Regione Piemonte ed entrato nel programma del Ministero della Pubblica Istruzione, questo lavoro racconta nove storie di violenza realmente accadute in Italia, narrate in prima persona da nove attrici, tra cui io, che ho interpretato la prostituta di Bitonto. I monologhi, così come le emozioni che trasmettono le protagoniste, fanno passare in secondo piano il nome delle vittime, che per scelta della direzione artistica non compare. In ognuna delle storie, infatti, possiamo ricondurre innumerevoli casi di cronaca nera, in quanto gli scenari si ripetono, si ripropongono e in definitiva sono sempre simili;

  • le letture dei racconti vincitori del concorso, a cura della Compagnia Primoatto di Saluzzo, non estranea al tema. “Ho fatto qualcosa di buono”, spettacolo di grande impatto emotivo che tratta il difficile ed attualissimo problema della violenza sulle donne, ha rappresentato il mese scorso a Velletri la Regione Piemonte, nell’ambito della terza edizione del “Festival Nazionale U.I.L.T.”, una delle più importanti kermesse nazionali di teatro amatoriale, organizzata con cadenza biennale dall'Unione Italiana Libero Teatro.

La gente ascoltava, applaudiva, rideva a sentirmi chiamare "valletta", si commuoveva ascoltando la storia di Olivia e di Regina. Sarebbe stato fantastico fare una foto dal palco alla platea, per vedere che vista bellissima avevamo noi da là. La foto di Olivia oggi, così cresciuta e con quel sorriso, mi ha fatto tornare in mente al modo in cui sono riuscita a diventare Ambasciatrice Italiana di Girl Rising Italia, proprio raccontando la sua storia, dandole rilievo nella mia società, visto che lei, nella sua, non può averla.



Olivia merita di essere raccontata, perché come ha ispirato me, può ispirare tutti, e può far capire che è davvero il momento di fare qualcosa, di reagire, davanti alla violenza sulle donne e bambine. A 12 anni, come scrive Alaidina nel racconto di Regina, con il quale ha partecipato al concorso "Voci dal silenzio" in portoghese, si dovrebbe andare a scuola, e non sposarsi, avere un figlio ed essere talmente ignoranti da non capire le istruzioni del medico e far morire il bambino. Se avesse studiato, sarebbe stato diverso. SE, appunto. Storie come quelle ce ne sono altre 61 milioni 999, una per ogni ragazza che non ha il diritto di studiare in quanto donna. Che tutti sappiano, che tutti si rendano conto della fortuna che hanno (o che hanno i loro figli) di studiare.


L'intero ricavato della serata "Voci dal silenzio", 1910€ in totale, l'abbiamo destinato alll'acquisto del materiale scolastico per la scuolina di Gurue, che al momento ospitava 250 bambini e che volevamo riuscisse ad arrivare ad ospitarne altri 100. Questo per aiutarli ad avere un'istruzione, e per non correre il rischio di trovarli, un giorno, vittime o carnefici in casi di femminicidio.


PRESS

La Stampa

TargatoCN

Cuneo Dice

Cuneo Cronaca

Società Solidale

Idea Web TV


VOCI DAL SILENZIO OGGI


"Voci dal silenzio" rimane nel mio cuore, ne parliamo ancora oggi, ripensando a quella sera di 4 anni fa, e ci chiediamo se ci sarà mai un seguito. Chissà. Nel frattempo abbiamo lavorato ad altri progetti altrettanto importanti, come "Adotta una gallina", che ci ha permesso di acquistare un pollaio per l'orfanotrofio di Mepanhira e uno per il Lar di Montepuez, e "Sorella Acqua", che ci ha portato alla costruzione di un pozzo al Lar di Montepuez.


Perché, come insegna Madre Teresa di Calcutta, "non possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore".


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